Adolescenza, dipendenze, scuola e comunità educante
Seminario del 3 ottobre 2025 – Ciclo “Alla ricerca di un nome proprio: dipendenze in adolescenza e discorso sociale”
Si è svolto lo scorso 3 ottobre, nella sala “Padre Puglisi” del Centro per la Giustizia Minorile di Palermo, il terzo incontro del ciclo di seminari “Alla ricerca di un nome proprio: dipendenze in adolescenza e discorso sociale”, promosso Lega Contro la Droga APS insieme alla Società Palermitana di Psicoanalisi nell’ambito del progetto Metro(Polis): La dipendenza giovanile come metafora contemporanea della crisi del legame sociale, finanziato dal Dipartimento per le Politiche Antidroga.
L’iniziativa si inserisce in un percorso di riflessione più ampio sul disagio contemporaneo e sul modo in cui la psicoanalisi può oggi interloquire con le istituzioni educative e sociali.
Il seminario, dal titolo “Adolescenza, dipendenze, scuola e comunità educante”, ha riunito professionisti di ambiti diversi – psicologi, insegnanti, operatori sociali e religiosi – in un dialogo vivo e partecipato.
Dopo l’introduzione di Roberta Fundarotto e Veronica Zarbo (psicologhe del progetto Metropolis), sono intervenuti Valentina Chinnici (Presidente nazionale CIDI), Barbara Barletta (psicoterapeuta, socia SPP), Francesco Di Giovanni (Centro TAU), Martino Lo Cascio (Dirigente psicologo ASP Palermo), Valeria Cavarretta (Jonas Palermo) e Francesca Paola Ammirata (Assistente sociale USSM Palermo).
Ha svolto il ruolo di discussant Fra Mauro Billetta, psicoterapeuta e parroco della comunità di Danisinni, la cui presenza ha sottolineato l’importanza del legame tra pensiero clinico e responsabilità comunitaria.
Al centro della discussione, l’idea di educare come “trarre fuori” — educěre — in contrasto con una visione meramente trasmissiva del sapere. L’educazione, in questa prospettiva, non coincide con l’addestramento o con il controllo, ma con la possibilità di riaccendere il desiderio, di restituire ai giovani l’esperienza di un incontro con l’alterità.
Oggi, tuttavia, il paesaggio educativo appare segnato da una profonda crisi del legame simbolico. Il mondo digitale, con le sue forme di godimento immediato e solitario, ha costruito un nuovo tipo di soggettività: iperconnessa e al contempo isolata. Le dipendenze tecnologiche, l’uso compulsivo dei social, dei videogiochi e della pornografia non sono solo abitudini rischiose, ma vere e proprie strategie di difesa dall’angoscia, dove il soggetto trova rifugio in un godimento senza Legge, privo dell’altro e della parola.
Il seminario ha messo in luce come la sfida educativa di oggi non possa più fondarsi sull’autorità nel senso tradizionale, ma su una funzione di presenza: la testimonianza di adulti capaci di sostenere il limite e di trasmettere il senso di un desiderio possibile.
La cosiddetta comunità educante — scuola, famiglia, servizi, gruppi sociali — non è un concetto retorico, ma il nome di una responsabilità condivisa. Solo se il mondo adulto torna a interrogarsi sul proprio posto, sull’etica della parola e del gesto educativo, è possibile riaprire uno spazio di libertà per le nuove generazioni.
Nel dibattito finale, la pluralità delle voci ha restituito un clima di partecipazione autentica: non si trattava di trovare soluzioni immediate, ma di riaprire domande, di pensare insieme la condizione dell’adolescente contemporaneo, spesso intrappolato tra eccesso di stimoli e assenza di senso.
L’incontro si è concluso con la prospettiva di proseguire il lavoro comune nei prossimi appuntamenti del ciclo, in continuità con l’impegno della SPP nel promuovere un dialogo tra la psicoanalisi e la cultura viva della città — là dove il disagio si manifesta come sintomo collettivo e come possibilità di pensiero.
Al Centro Tau al via i gruppi di parola: un percorso di prevenzione e consapevolezza giovanile
All’interno del Centro Aggregativo Giovanile del Centro Tau prendono avvio i gruppi di parola dedicati alla sensibilizzazione e prevenzione delle dipendenze, uno spazio di ascolto e dialogo rivolto ai giovani del territorio.
L’iniziativa nasce nell’ambito del progetto Metro(polis): la dipendenza giovanile come metafora contemporanea della crisi del legame sociale, promosso da Lega Contro la Droga APS e finanziato dal Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche Antidroga.
Per la realizzazione delle attività, è stato siglato un protocollo d’intesa tra la Lega Contro la Droga APS e Inventare Insieme Onlus, ente gestore del Centro Tau, a conferma di una collaborazione fondata sulla condivisione di valori educativi e di impegno sociale.
I gruppi di parola rappresentano un’occasione preziosa per restituire ai ragazzi la possibilità di dire, di nominare ciò che spesso rimane sommerso o senza voce: le proprie paure, i desideri, le fatiche, i legami.
In questo senso, “dare parola” significa prevenire non soltanto le dipendenze da sostanze, ma anche quelle comportamentali, sempre più diffuse tra gli adolescenti — dall’uso compulsivo dei dispositivi digitali al gioco, dal bisogno di performance alla ricerca di conferme continue.
La parola, quando trova ascolto, diventa cura, perché permette di mettere in forma il disagio e di condividerlo, anziché agìrlo.
Non un intervento contro, ma un cammino verso la libertà interiore e la costruzione di legami autentici: là dove si parla, si rompe l’isolamento, si scopre che la propria storia ha valore.
Con questa iniziativa, il Centro Tau rinnova la propria missione educativa: creare spazi di crescita, confronto e comunità, in cui ogni giovane possa riconoscersi come soggetto capace di parola, di pensiero e di futuro.
📍 Centro Aggregativo Giovanile – Centro Tau, Palermo
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Alla ricerca di un nome proprio: adolescenza, dipendenze e comunità educante
Titolo:
Alla ricerca di un nome proprio: adolescenza, dipendenze e comunità educante
Data e luogo:
📅 3 ottobre 2025, ore 9.00 – 13.00
📍 Sala “Padre Puglisi”, Centro per la Giustizia Minorile di Palermo, Tribunale per i Minori (via Principe di Palagonia, 135 – Palermo)
Descrizione:
Il terzo incontro del ciclo “Alla ricerca di un nome proprio” affronta il tema Adolescenza, dipendenze, scuola e comunità educante.
L’educazione, dal latino educĕre – “trarre fuori” – richiama la responsabilità di accendere il desiderio e non soltanto di trasmettere nozioni.
In un’epoca segnata da dipendenze digitali, isolamento e nuove forme di segregazione, la tavola rotonda intende interrogarsi sulle possibilità di costruire legami e spazi educativi capaci di dare respiro al desiderio dei giovani.
Relatori:
- Valentina Chinnici (Presidente Nazionale CIDI)
- Barbara Barletta (Psicoterapeuta, socia SPP)
- Francesco Di Giovanni (Coordinatore generale Centro TAU)
- Martino Lo Cascio (Psicologo e Psicoterapeuta, ASP Palermo)
- Valeria Cavarretta (Psicoterapeuta Jonas Palermo)
- Francesca Paola Ammirata (Assistente Sociale, USSM Palermo)
Discussant: Fra Mauro Billetta (Psicoterapeuta, Parroco Sant’Agnese Palermo, Presidente Ass. Comunità di Danisinni ETS)
Partecipazione gratuita previa iscrizione (obbligatoria entro il 26 settembre):
👉 Modulo di iscrizione

Adolescenza, dipendenza e giustizia: quando il disagio interroga il legame sociale
Venerdì 20 giugno 2025, presso la sala “Padre Puglisi” del Centro per la Giustizia Minorile di Palermo, si è svolto il secondo incontro del ciclo seminariale “Alla ricerca di un nome proprio: dipendenze in adolescenza e discorso sociale“, promosso dalla Lega Contro la Droga APS in collaborazione con la Società Palermitana di Psicoanalisi Xenia, nell’ambito del progetto “Metro(Polis): La dipendenza giovanile come metafora contemporanea della crisi del legame sociale” intervento finanziato dal Dipartimento per le Politiche Antidroga.
L’evento, patrocinato dall’Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia e per il quale è stata richiesta convenzione con l’Ordine degli Assistenti Sociali per il riconoscimento dei crediti formativi, ha offerto un’occasione preziosa di riflessione e confronto sul tema complesso e attualissimo del legame tra dipendenza, adolescenza e reato.
Intitolato Adolescenza, dipendenza e giustizia, il secondo appuntamento del seminario ha voluto approfondire le connessioni – sempre più evidenti e inquietanti – tra le diverse forme di dipendenza e l’emergere di condotte penalmente rilevanti, in particolare nel mondo adolescenziale.
Ad aprire i lavori è stato Santo Ippolito, Dirigente del CGM di Palermo, che ha introdotto il tema sottolineando l’urgenza di una lettura articolata del disagio adolescenziale, capace di andare oltre la mera dimensione sintomatologica e di coinvolgere le istituzioni in un progetto condiviso di presa in carico e accompagnamento.
Il panel dei relatori ha visto la partecipazione di figure di grande rilievo, sia nell’ambito giuridico che in quello psicologico e psicoanalitico:
- Claudia Caramanna, Procuratore presso il Tribunale per i Minori di Palermo, ha illustrato l’evoluzione dei fenomeni delittuosi tra i minori, mettendo in luce le nuove forme di coinvolgimento degli adolescenti non solo come consumatori di sostanze stupefacenti, ma anche come attori attivi nei circuiti della produzione e del traffico, e il parallelo aumento di reati legati all’uso distorto delle tecnologie digitali (cyberbullismo, revenge porn, furti di identità).
- Giuseppe Ciulla, Direttore dell’USSM di Palermo, ha condiviso dati ed esperienze sul lavoro di accompagnamento istituzionale dei minori sottoposti a procedimenti penali, indicando nel lavoro di rete e nella personalizzazione dei percorsi la chiave per una reale prevenzione della recidiva.
- Provvidenza Olivia Pistritto, psicoterapeuta e presidente della Società Palermitana di Psicoanalisi, ha ricollegato il tema della devianza alla questione della soggettivazione, interrogando il ruolo delle istituzioni educative e giuridiche nel sostenere il passaggio dal gesto antisociale alla costruzione di un’identità simbolicamente fondata.
- Aldo Raul Becce, psicoanalista, già Giudice Onorario presso il Tribunale per i Minori di Trieste, ha offerto una lettura psicoanalitica delle dinamiche soggettive che attraversano l’atto trasgressivo in adolescenza, sottolineandone la portata simbolica e il valore – talvolta inascoltato – di appello all’Altro.
Il dibattito è stato arricchito dalla presenza della Discussant Maria Laura Mastropaolo, psicoterapeuta e socia SPP, che ha intrecciato le diverse prospettive in un dialogo fecondo tra giustizia, cura e psicoanalisi.
Il titolo stesso del ciclo seminariale – Alla ricerca di un nome proprio – ha continuato a risuonare nel corso dell’incontro come bussola interpretativa e provocazione etica: quale spazio offre oggi il discorso sociale alla nominazione del soggetto adolescente? In che modo le istituzioni, anziché limitarsi alla funzione repressiva, possono assumere un ruolo di accoglienza, ascolto e trasformazione del disagio?
Il seminario ha ribadito che l’adolescente che delinque o si perde nella dipendenza non può essere ridotto a un “caso” da classificare, né a una minaccia da neutralizzare, ma va riconosciuto come portatore di una domanda spesso muta, di un appello che attraversa i codici simbolici del nostro tempo, e che solo un lavoro integrato tra psicoanalisi, giustizia minorile e agenzie educative può provare a intercettare.
Proseguendo sulla scia del primo incontro, questa seconda tappa del ciclo ha rafforzato la convinzione che è proprio nel nodo tra soggettività, legame sociale e pratiche istituzionali che si gioca la possibilità di prevenire, trasformare e sostenere la crisi adolescenziale in chiave generativa.
Il ciclo Alla ricerca di un nome proprio proseguirà con un ulteriore incontro tematico (Adolescenza, Dipendenza e Scuola), il prossimo 3 ottobre, proponendosi nel corso dello svolgimento delle attività progettuali come spazio permanente di riflessione e alleanza tra operatori della cura, della giustizia e del sociale.
Alla ricerca di un nome proprio: dipendenze e legame sociale nell’adolescenza contemporanea
Riflessioni a partire dal primo seminario del ciclo Metro(Polis)
Lo scorso 16 maggio 2025 si è svolto, a Palermo, il primo incontro del ciclo di seminari dal titolo “Alla ricerca di un nome proprio: dipendenze in adolescenza e discorso sociale”, promosso dalla Società Palermitana di Psicoanalisi Xenìa, in collaborazione con la Lega Contro la Droga APS, all’interno del progetto Metro(Polis). La dipendenza giovanile come metafora contemporanea della crisi del legame sociale, sostenuto dal Dipartimento per le Politiche Antidroga.
La giornata inaugurale, intitolata “Adolescenza, Dipendenze e Salute Mentale”, ha rappresentato un importante momento di riflessione e confronto tra professionisti e operatori del campo psico-sociale, sanitario e giudiziario. Dopo i saluti istituzionali della Dott.ssa Pistritto (Presidente SPP Xenìa), del Dott. Scuderi (Presidente Lega Contro la Droga APS), della Dott.ssa Mammana (Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana) e della Dott.ssa Ammirata (USSM Palermo), si sono succeduti gli interventi di figure qualificate nel campo della neuropsichiatria, della psicoanalisi e dell’intervento istituzionale.
Hanno portato il loro contributo:
- il Dott. Luigi Cottone, Neuropsichiatra infantile e dirigente ASP Palermo;
- il Dott. Emanuele Lo Monaco, psicoanalista e presidente del Centro Jonas di Catania;
- la Dott.ssa Teresa Berlina, assistente sociale USSM Palermo;
- il Dott. Angelo Scuderi, psicoterapeuta e presidente della Lega Contro la Droga APS.
A coordinare i lavori è stata la Dott.ssa Valentina Fiorica, psicoterapeuta e socia della SPP Xenìa.
Nuove schiavitù e metamorfosi del legame sociale
Al centro del seminario si è posto il tema delle “nuove schiavitù”, concetto che intende leggere le forme contemporanee di dipendenza non solo come fenomeni clinici o devianze comportamentali, ma come sintomi sociali che interrogano le trasformazioni profonde del legame simbolico e intersoggettivo nell’epoca tardo-moderna.
In particolare, si è voluto problematizzare l’approccio alle addictions in adolescenza, sottolineando i rischi insiti in una clinica fondata esclusivamente su logiche classificatorie e adattative, che tendono a neutralizzare la soggettività del giovane riducendolo alla diagnosi o al sintomo comportamentale. Il pericolo, in questa prospettiva, è quello di sostituire una dipendenza disfunzionale con una dipendenza “adattata”, inscrivibile nei codici della normalità sociale, ma non meno alienante.
Oggetti-identità e sintomi contemporanei
L’adolescente contemporaneo è immerso in un flusso incessante di oggetti-identità, offerti in modo massivo e seduttivo dal mercato dei consumi. In questo panorama, le nuove forme di dipendenza – dalla sostanza, dallo smartphone, dal gioco, dal sesso, dalla performance – diventano nomi propri, etichette identitarie in cui il soggetto tenta di riconoscersi, spesso in modo disperato.
Questi sintomi, lungi dall’essere meri automatismi, si configurano come risposte soggettive al trauma dell’incontro con la pulsione, al vuoto simbolico lasciato dalla crisi del legame sociale, e alla difficoltà di articolare la propria domanda in una parola significativa per l’Altro.
La dipendenza, allora, può essere intesa come un tentativo di “auto-cura” fallimentare, in cui l’oggetto-sostanza si sostituisce al legame simbolico mancante, fungendo da surrogato identitario.
Clinica del legame, fuori mercato
Il seminario ha voluto dunque proporre una clinica orientata all’ascolto della singolarità, che non si limiti a classificare o medicalizzare il disagio, ma sappia cogliere il “nome proprio” che ogni sintomo porta con sé. La domanda centrale emersa è: come restituire dignità simbolica al soggetto adolescente, permettendogli di dire qualcosa di sé che non sia solo il nome della sua dipendenza?
È in questo orizzonte che si colloca l’idea di una clinica dei legami sociali, che si ponga fuori dalle logiche del mercato, e che miri a offrire luoghi di parola e di riconoscimento in cui l’adolescente possa articolare un desiderio proprio, al di là delle etichette e delle norme.
Verso una nuova responsabilità istituzionale
Infine, il seminario ha sollevato importanti interrogativi anche sul piano istituzionale. La crescente intersezione tra i servizi per le dipendenze e quelli per la salute mentale richiede una rinnovata capacità di lettura integrata del disagio giovanile, che non cancelli la soggettività dietro le procedure, ma che sappia accogliere il soggetto nella sua irriducibile singolarità.
La sfida, come è emerso da diversi interventi, è quella di interrogare i dispositivi istituzionali, affinché non diventino meri strumenti di controllo o contenimento, ma si configurino come luoghi generativi, capaci di sostenere processi di soggettivazione autentici.
Conclusione
Questo primo incontro ha dunque aperto un ciclo di riflessione cruciale, che non si limita a parlare “dei giovani” ma cerca, piuttosto, di pensare con i giovani e a partire dal loro disagio, nella consapevolezza che ogni dipendenza racconta, prima di tutto, una storia soggettiva, un appello, una domanda di senso.
Nei prossimi appuntamenti, previsti per il prossimo 20 giugno e 3 ottobre, il ciclo proseguirà approfondendo ulteriormente le dinamiche che legano le forme contemporanee del disagio giovanile alla crisi del legame sociale, nell’intento di costruire una cultura dell’ascolto e della responsabilità condivisa.
Per info e iscrizione clicca qui
Ciclo di seminari Metro(Polis) 2025
Un ciclo di incontri tra psicoanalisi, educazione e impegno civile
La Società Palermitana di Psicoanalisi, in collaborazione con l’associazione Lega Contro la Droga APS, è lieta di presentare il ciclo di incontri 2025 nell’ambito del progetto Metro(Polis): La dipendenza giovanile come metafora contemporanea della crisi del legame sociale, realizzato con il contributo del Dipartimento per le Politiche Antidroga – Consiglio dei Ministri. L’iniziativa si colloca all’interno delle attività di ricerca del gruppo di lavoro palermitano dedicato allo studio delle Forme del Disagio nella Civiltà Contemporanea e porta un titolo emblematico:
“ALLA RICERCA DI UN NOME PROPRIO: DIPENDENZE IN ADOLESCENZA E DISCORSO SOCIALE”
Un titolo che evoca, con chiarezza, la posta in gioco: la difficoltà crescente per le giovani generazioni nel costruire un’identità, un legame con l’Altro e un’integrazione simbolica all’interno della società. In questo senso, le dipendenze — non solo da sostanze, ma anche da oggetti, da immagini, da performance — diventano segni clinici e culturali di un disagio più ampio, che tocca la struttura stessa del legame sociale contemporaneo.
Una rete interdisciplinare per leggere il disagio giovanile
Il progetto si avvale della collaborazione con enti partner attivi nel territorio siciliano, fra cui:
- Jonas – Centro di clinica psicoanalitica per i nuovi sintomi, sedi di Palermo e Catania
- Qanat – Società Cooperativa Sociale
- ARPI – Associazione di Ricerca Psicodinamica per l’intervento sociale
- SSPIG – Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Interpersonale e di Gruppo
Un’alleanza di realtà eterogenee ma unite da un obiettivo comune: riflettere, in modo critico e costruttivo, sulle forme odierne della sofferenza giovanile, intrecciando sguardi diversi — clinico, pedagogico, educativo, sociale — ma complementari.
A chi si rivolge
Il ciclo di incontri è pensato per tutte le figure professionali che si confrontano quotidianamente con l’adolescenza e le sue fragilità:
educatori, pedagogisti, insegnanti, assistenti sociali, medici, psicologi, psicoterapeuti, psicoanalisti e studenti delle rispettive aree disciplinari.
Un’occasione per formarsi, confrontarsi, elaborare nuove letture e nuovi strumenti in grado di cogliere la complessità dei fenomeni di dipendenza nel mondo giovanile, evitando letture riduzionistiche e valorizzando invece le dimensioni soggettive, relazionali e simboliche.
Quando e dove
Gli incontri si svolgeranno esclusivamente in presenza, fino a esaurimento posti, presso la sala “Padre Pino Puglisi” all’interno del Centro per la Giustizia Minorile di Palermo, situato nel Tribunale per i Minori in via Principe di Palagonia, 135 – Palermo.
Modalità di iscrizione
È necessario iscriversi a ciascuna giornata singolarmente tramite apposito link, che verrà di volta in volta pubblicizzato. La partecipazione è gratuita, ma l’iscrizione è vincolante e obbligatoria fino a esaurimento posti.
- Prima tavola rotonda – 16 maggio
👉 Iscrizione obbligatoria entro mercoledì 14 maggio
🔗 Modulo di iscrizione - Seconda tavola rotonda – 20 giugno
👉 Iscrizione entro martedì 17 giugno - Terza tavola rotonda – ottobre
👉 Iscrizione entro martedì 30 settembre
Per informazioni e contatti
📧 info.palermo@lesocietadipsicoanalisi.it









































