

Laboratori di sensibilizzazione nelle scuole e nel territorio
I laboratori di sensibilizzazione rappresentano il cuore operativo del progetto Metro(Polis) all’interno del contesto scolastico: spazi strutturati di incontro, parola e riflessione rivolti a studenti, docenti e famiglie. Attraverso un approccio esperienziale e partecipativo, gli interventi affrontano le nuove forme di dipendenza – da sostanze e comportamentali – mettendo al centro il vissuto soggettivo degli adolescenti e favorendo lo sviluppo di un pensiero critico.
Gli incontri si articolano in attività interattive, lavori di gruppo, momenti di confronto e dispositivi laboratoriali (focus group, psicodramma, esercitazioni creative), con l’obiettivo di trasformare i partecipanti da fruitori passivi di informazioni a protagonisti attivi di un processo di consapevolezza. In questo modo, la scuola diventa un luogo privilegiato per intercettare precocemente il disagio e riattivare il legame tra sapere, esperienza e relazione.
I laboratori sono rivolti ai minori delle scuole che hanno sottoscritto il protocollo di collaborazione:

Gruppi di parola nelle scuole e nei centri aggregativi territoriali
I gruppi di parola sono spazi strutturati di ascolto e confronto, pensati per offrire ad adolescenti e giovani un luogo in cui poter esprimere liberamente vissuti, domande e difficoltà legate al proprio percorso di crescita. All’interno di un setting protetto e non giudicante, la parola diventa uno strumento fondamentale per dare forma all’esperienza, nominare il disagio e costruire nuovi significati condivisi.
Attraverso il dialogo, il confronto tra pari e la conduzione di professionisti, i gruppi favoriscono processi di soggettivazione e riattivano la dimensione del legame sociale, contrastando l’isolamento e le derive individualistiche spesso alla base delle nuove forme di dipendenza. Non si tratta di trasmettere saperi, ma di creare le condizioni affinché ciascuno possa prendere posizione rispetto a ciò che vive, riaprendo uno spazio possibile per il desiderio.
Gli spazi di parola rivolti ai minori del territorio Zisa-Danisinni si stanno svolgendo presso:
- Il Centro TAU centro aggregativo giovanile gestito dall’associazione Inventare Insieme ETS in collaborazione con la Cooperativa Al AZIS
- L’Istituto Professionale di Stato per i Servizi di Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera “Pietro Piazza“ di Palermo;
- L‘Istituto Comprensivo Statale “Cesareo Salgari“ di Palermo

Formazione per operatori delle comunità
La formazione rivolta agli operatori delle comunità nasce dall’esigenza di offrire strumenti teorici e pratici per leggere e affrontare le nuove forme di disagio e dipendenza che attraversano l’adolescenza contemporanea. In un contesto in continuo mutamento, gli interventi educativi richiedono competenze aggiornate e uno sguardo capace di cogliere la complessità dei fenomeni.
Il percorso formativo si sviluppa in assetto laboratoriale, alternando momenti teorici, analisi di casi e confronto tra pari. Gli operatori sono coinvolti attivamente in un processo che intreccia esperienza e riflessione, con l’obiettivo di costruire strategie di intervento efficaci, condivise e radicate nella pratica quotidiana. Particolare attenzione è dedicata alla comprensione del legame tra dipendenze, dinamiche relazionali e contesto sociale, al fine di sostenere un’azione educativa più consapevole e incisiva.
Gli incontri formativi rivolti agli operatori delle comunità che ospitano minori del circuito penale minorile si stanno svolgendo presso:
- Il Centro per la clinica dell’adolescenza Telemaco Palermo ETS

La parola “dentro” e “fuori” dal carcere
Questo intervento nasce per creare un ponte tra il “dentro” e il “fuori”, tra l’esperienza della detenzione e il ritorno al legame sociale. Attraverso dispositivi gruppali e spazi di parola, si offre ai giovani coinvolti nel circuito penale la possibilità di elaborare il proprio vissuto, dare senso all’agito e rimettere in circolo la propria storia all’interno di una dimensione condivisa.
La parola, in questo contesto, assume una funzione fondamentale: non solo come espressione, ma come atto che consente di separarsi da ciò che ha determinato la rottura e di riaprire uno spazio di soggettivazione. Il lavoro si sviluppa in continuità tra interno ed esterno, coinvolgendo operatori e contesti territoriali, con l’obiettivo di sostenere percorsi di responsabilizzazione e di reinserimento, restituendo centralità al legame con l’Altro e alla possibilità di un futuro.
I laboratori rivolti ai minori del circuito penale minorile si stanno svolgendo presso:
- Il Centro per la clinica dell’adolescenza Telemaco Palermo ETS (rivolto minori segnalati dalle comunità)
- L’Istituto Penale per i Minorenni di Palermo (rivolto a minori in esecuzione penale)






